L A  L E G G E N D A  R A C C O N T A  C H E...
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La prima Kombucha fu prodotta in Cina intorno al 221 a.c. durante la dinastia dei Quin. La Kombucha era conosciuta per le sue proprietà benefiche tanto da essere chiamata l’elisir di lunga vita. Si diceva infatti che presso la corte dell’imperatore Qin Shi fosse presente un alchimista addetto alla preparazione della Kombucha e che l’imperatore stesso la bevesse quotidianamente nella speranza di raggiungere la vita eterna.

M A  É'  N A T O  P R I M A  L O  S C O B Y  O  L A  K O M B U C H A

Varie leggende raccontano la storia dell’origine della prima madre di Kombucha, ovvero dello SCOBY. Tutte queste storie hanno protagonisti e ambientazioni differenti ma alla fine tutte raccontano la stessa cosa: che la kombucha nasce dalla natura.

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Una leggenda Tibetana racconta che un monaco, in un caldo giorno d’estate, si fosse dimenticato una tazza con del tè zuccherato sul tavolo.Al suo ritorno, il monaco nota che al suo interno si è formata una specie di pellicola. Incuriosito, decide di assaggiare il tè e scopre che questo si è trasformato in una bevanda effervescente e dal sapore acetico. Emozionato per la scoperta, decide così di conservare la pellicola e di provare a ripetere l’esperimento.
Da quel giorno il monaco ha continuato a portare avanti questa scoperta, condividendola nel corso degli anni con amici e conoscenti.

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Una leggenda russa racconta che un imperatore di un paese lontano, malato e sofferente, venuto a conoscenza della presenza presso la sua corte di un famoso monaco conosciuto per le sue capacità curative, decide di farlo convocare, nella speranza che questi potesse finalmente aiutarlo a guarire. Arrivato al cospetto dell’imperatore, il monaco promette di guarirlo usando una semplice formica. Detto ciò, lascia cadere la formica in una tazza di tè, dicendo di aspettare fino a che non fosse cresciuta una medusa. Questa medusa, in qualche giorno, avrebbe trasformato il tè in una pozione curativa e, solo a questo punto, l’imperatore avrebbe dovuto berlo. L’imperatore segue il consiglio del monaco e incredibilmente guarisce.

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La biologa russa, Dr. A.A. Bachinskaya, tra il 1910 e il 1914 conduce degli studi scientifici sulla madre della Kombucha, concludendo che i moscerini possono trasformare il vino o la birra in aceto semplicemente cadendoci dentro. Quando il batterio Acetobacter che si trova sulle zampe dell’insetto entra in contatto con il liquido, il batterio si propaga in esso e se trova le giuste condizioni, può moltiplicarsi velocemente, trasformando gli zuccheri in acido. acetico.

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Curiosamente la Kombucha ha conosciuto un periodo di celebrità in Italia, subito dopo la seconda guerra mondiale, quando un soldato di ritorno dalla campagna di Russia porta con sé uno SCOBY.  La ricetta della Kombucha e lo SCOBY vengono diffusi come una catena di Sant'Antonio. Anzi, la credenza popolare diceva che se si donava uno SCOBY di martedì, si riceveva la benedizione del Santo. Leggenda vuole che, quando gli ecclesiastici si accorsero che i fedeli aggiungevano l’acqua santa alla Kombucha per aumentarne i poteri curativi, decisero di contrastarne la diffusione. 
Nel 1955, il famoso cantante Renato Carosone dedica una canzone alla Kombucha: Stu fungu cinese.

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Fonte: The Big Book of Kombucha Hannah Crum, Alex LaGory